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INTERIORS: Rendering
Rendering

Le abilità e conoscenze grafico-pittoriche presenti negli schizzi trovano in queste interpretazioni digitali, la sua naturale prosecuzione. Il mezzo cambia con le innovazioni tecnologiche ma il pensiero e la mano che segue pezzo per pezzo, pixel per pixel, è sempre la stessa. E’ significativo riscontrare come il rendering come applicazione sistematica, non è molto dissimile concettualmente, al mondo dei pittori divisionisti o puntinisti della fine dell’ Ottocento. Con il pennello il pittore francese Seurat ricreava l’immagine con tanti piccoli tocchi di colore e luce; analogamente oggi con l’infinita gamma cromatica dello spettro digitale diamo luce e forma alle cose. Per creare oggi queste rappresentazioni spaziali suggestive, lo studio Vescovi si avvale non solo della competenza professionale ma anche dalla passate esperienze pittoriche. L’attività pittorica dell’architetto viene recuperata con perizia ed efficacia, ed applicata con il mezzo digitale: luci, textures, volumetria cromatica delle forme, ricreano la prospettiva di un edificio architettonico in un ambiente spaziale ma sempre virtuale. Allora erano la matita e il pastello colorato a dare profondità con il chiaroscuro, oggi l’interfaccia di un computer.


The ability and graphic-painterly knowledge present in the sketches find their natural continuation in these digital interpretations. The means change with technical innovations but the thought and the hand, which follows piece by piece, pixel by pixel, is always the same. It is significant to note how rendering as a systematic application is not that different conceptually to the world of divisionism or pointillist painters of the late 1800s. The French painter Seurat recreated an image with his paintbrush making many tiny dots of color and light; similarly today with the infinite chromatic gamma of the digital spectrum we give light and form to things. Today to create these suggestive spatial representations, studio Vescovi uses not only professional capacity but also past painterly experience. The architect recuperates his past activity as a painter with expertise and efficiency and applies it to digital means: lights, textures, and volumetric chromatics of the forms, recreating the perspective of a building’s architecture in a space but always a virtual one. Before there was the pencil and colored pastels to give depth with chiaroscuro, today the interface is a computer.